Giampiero Bodino
De Castelli incontra Giampiero Bodino in un dialogo profondo che esplora il rapporto tra oggetto, progetto e superfici. Da questa conversazione prende forma il racconto del percorso creativo che ha portato alla realizzazione di due progetti molto diversi tra loro, uniti dalla capacità del metallo di trasformarsi, assumendo forme e tonalità sempre nuove. Dal paravento Para-Vimento, ispirato agli intarsi dei pavimenti di Palazzo Litta a Milano, fino alla sperimentazione della Walt Chair, una poltrona che reinterpreta in chiave contemporanea un classico vittoriano, emergono sfide sia tecniche sia poetiche, dove il metallo non è solo materiale, bensì diventa luce, movimento e narrazione.
DC I due prodotti Para-Vimento e Walt Chair rappresentano due esiti diversi ma ugualmente ricchi di significato: qual è stata l’ispirazione dietro questi prodotti?
GB Si tratta di due prodotti molto diversi tra loro. E’ stato come sperimentare le opportunità che il metallo può offrire. Il primo progetto è un Paravento, un elemento divisorio e nasce pensando al luogo per cui era stato disegnato e dove sarebbe stato esposto, Palazzo Litta a Milano. Una sorta d’intervento “site specific” che entrava in relazione con gli interni dello storico palazzo e più precisamente i suoi pavimenti. Infatti i ricchi legni intarsiati in forme geometriche avevano colpito la mia attenzione. Di qui l’idea di reinterpretare questi motivi con il metallo, restituendone una lettura nuova che traspone il piano orizzontale del pavimento in verticale. Ecco il perché del suo nome: Para Pavimento. Utilizzando l’intarsio dei metalli e giocando con le nuance e con le finiture che De Castelli realizza è stato possibile ottenere giochi di luce e contrasti della superficie con due lati uguali nel disegno ma diversi nella colorazione: una fredda utilizzando acciaio e ferro e l’altra calda con l’ottone e il bronzo.
Il secondo progetto consiste nella reinterpretazione di una poltrona per due molto in voga nel periodo vittoriano. Ideata in Francia, raggiunse il successo con il nome di vis-à-vis o tête-à-tête. Ebbe altrettanto successo in Inghilterra dove venne chiamata in molti modi da “conversation chair” a “courting bench”, da “chaperon chair” a “gossip chair”, per non dimenticare “the indiscret”, una seduta che potesse evocare l’amore. L’idea è stata quella di generare una seduta per due persone che, se separate, funzionassero come due poltroncine indipendenti, ma che, una volta accostate, formassero un unico corpo, una sorta di forma ispirata al simbolo dell’infinito, rendendo possibile la lettura di una poesia di Walt Whitman, scrittore americano nato nel 1919 e considerato il primo poeta a concepire i versi liberi ma soprattutto per essere riuscito a scrivere un poema sull’amore senza mai menzionarne la parola.
DC Quali sono state le sfide maggiori nella realizzazione dei due progetti?
GB La sfida progettuale più significativa è stata senza dubbio la Walt Chair. L’obiettivo era creare una forma fluida e avvolgente partendo da lastre di metallo completamente piane. Lo studio delle curvature necessarie per trasformare il metallo in linee morbide e armoniose si è rivelato un processo particolarmente complesso, che ha richiesto equilibrio tra rigore tecnico e libertà creativa.
DC Come si è sviluppata la collaborazione con De Castelli nel tempo?
GB La collaborazione con De Castelli è iniziata grazie al primo progetto nato dal contatto propostomi dalla Fondazione Cologni Arti e Mestieri, per la realizzazione di un’opera nell’ambito della mostra Doppia Firma, tenutasi a Palazzo Litta nel 2023. Da quell’esperienza è scaturito il progetto successivo, presentato a Venezia durante la mostra Homo Faber nell’estate del 2024. Ciò che desidero sottolineare è la piacevolezza del lavoro con De Castelli, in un contesto in cui la collaborazione è corale e in cui ogni fase del processo è condivisa con l’obiettivo comune di ottenere il miglior risultato possibile, valorizzando un materiale non semplice da lavorare ma capace di offrire esiti straordinari.
Il Bilancio di Sostenibilità sintetizza il percorso di dialogo e di confronto avviato da De Castelli nei confronti dei vari stakeholder.